Obiettivo di riflessione: la tematica del rapporto con gli oggetti, e l’importanza a loro attribuita, in alcuni interessanti contributi.
Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale
Un articolo di Repubblica dello scorso febbraio (1) presentava quest’ ultimo libro del filosofo tedesco di origini sudcoreane Byung-chul Han. (Einaudi Stile libero).
Riportava anche l’intervista con l’autore il quale, a proposito dei congegni tecnologici che abbiamo tra le mani ogni momento e che ci “semplificano la vita”, ci consegna alcuni utili avvertimenti.
La memoria trasferita nei server sembra una facilitazione, ma occorre sapere che la nostra memoria non è un “magazzino” di dati e informazioni: “Tramite i ricordi ci raccontiamo una storia. La memoria non è additiva, bensì narrativa. […] Le tracce mnemoniche sono costantemente sottoposte a un processo di riordino e trascrizione. Si intrecciano in maniera nuova, riferendosi le une alle altre. Così ci raccontiamo ogni volta una storia diversa” (tutto questo mi riporta al meccanismo di cui parla Sartori a proposito dell’Homo videns (2): l’immagine già pronta risparmia il “lavoro” per costruirla a partire dalla parola, ma in questo modo il linguaggio si impoverisce, le immagini si accumulano, la comunicazione e il pensiero astratto si smarriscono).
“Le informazioni conducono a una crisi narrativa, a un vuoto di senso. I dati e le informazioni, da soli, non spiegano nulla […] Le informazioni (…) ci precipitano nel turbine dell’attualità […] Dovremmo riscoprire il silenzio e la sua magia, che è la chiave della felicità”.
I pennelli di Morandi
A contrasto, molto illuminante, un episodio raccontato da Tonino Guerra in un’intervista (3).
In forza della sua grande ammirazione per il pittore Morandi, una volta ha trovato il coraggio di andarlo a trovare. “Sognavo di vedere lo studio dove faceva i quadri perché anch’io scarabocchiavo” Su un’assicella appesa al muro c’erano vasi pieni di pennelli. Il pittore, molto alto, a un certo punto fa per prenderli; il poeta, che li ha proprio lì davanti agli occhi e vede bene che sono vecchi, senza più neanche un pelo, si offre di buttarglieli via lui, dopo, scendendo. “Come, buttar via?, no..” “Dicevo, ho visto che lei ha preso queste cose di scarto, che non servono più, e ho pensato che li doveva buttar via” “Buttar via??, ma cosa dici? -dice- vieni con me”. Mi porta alla finestra, apre la finestra, mi mostra, sotto, ..un piccolo giardino …senza un fiore, senza niente, era un cerchio di mattoni, forse per una vecchia aiuola, dice “Fra poco scendo e li seppellisco”

La Fontana della Chiocciola
“Diverse cose ho fatto che sono poesie pietrificate” Tonino Guerra (4)
Un’incantevole creazione di Tonino Guerra, realizzata dal mosaicista Marco Bravura con oltre 300.000 tessere policrome e dorate, la Fontana della Chiocciola di Sant’Agata Feltria (5), che simboleggia il pensiero guerriano. “La chiocciola che ha così tanta tenerezza per la pioggia da uscire dopo che questa è caduta, è simbolo di lentezza e di costanza: la sua lentezza è indice di saggezza e attesta che procedere lentamente è il modo giusto per aspettare che l’anima ci raggiunga; andando troppo in fretta si rischia che l’anima resti indietro. Una frase che il Maestro ha raccolto dagli aborigeni dell’Amazzonia e che cita spesso per la riflessione in questo tempo frettoloso”, sintetizza Rita Giannini.
L’originale opera si adagia lungo la scalinata che unisce la parte alta del Borgo alla piazzetta sottostante. Una targa in ceramica riporta una frase del poeta: “La chiocciola racconta con parole d’acqua”
Fonti:
1…Non siamo solo “phono sapiens”, di Carlo Pizzati. Repubblica 05.02.2022
2…L’Homo videns: i nativi digitali secondo Giovanni Sartori, Alessandra Del Prete, 16.02.2016
3…Tonino Guerra – Viaggio luminoso di una vita
4…Il mondo di Tonino Guerra: creazioni
5…Città e Borghi Fontana della Chiocciola Sant’Agata Feltria
Foto:
la foto della targa l’ho scattata a Pennabilli: sul muro che costeggia la strada che porta al museo “Il mondo di Tonino Guerra”. Ci sono molte targhe in ceramica che riportano frasi del poeta.